Pillole di informatica….
Vi siete mai chiesti cosa sono quei numerini chiamati “indirizzi IP” e a cosa servono?
Ogni dispositivo connesso a Internet — dal vostro smartphone al server di un data center — ha un indirizzo IP, una sorta di “numero civico digitale” che lo identifica in rete.
Un indirizzo IP (Internet Protocol) è composto da quattro gruppi di numeri, come ad esempio 192.168.1.10, e può appartenere a diverse classi, ognuna con una funzione specifica:
Classe A: grandi reti (da 0 a 127)
Classe B: reti di medie dimensioni (da 128 a 191)
Classe C: piccole reti (da 192 a 223)
Classe D ed E: usate per ricerca, sviluppo e multicast
Esistono poi gli indirizzi privati, riservati alle reti interne (come quella di casa o dell’ufficio):
Classe A ➜ 10.0.0.0 – 10.255.255.255
Classe B ➜ 172.16.0.0 – 172.31.255.255
Classe C ➜ 192.168.0.0 – 192.168.255.255
Insomma, dietro ogni connessione, ogni sito e ogni messaggio, c’è un indirizzo IP che rende possibile la comunicazione tra dispositivi in tutto il mondo.
